Ogni tanto si sente parlare della scoperta di geni per specifici comportamenti: "gene dei mammoni", "gene della schizofrenia", ecc.
Un gruppo di scienziati sembra aver scoperto il "gene del corteggiamento" nel moscerino della frutta, insetto molto utilizzato nella ricerca biologica. Sembra infatti che un gruppo di 20 cellule nervose nella regione dorsale del cervello sia deputata al comportamento di corteggiamento della femmina, che consiste nell'inseguirla e vibrare le ali. La femmina infatti sembra interrompere lo sviluppo di queste cellule e se artificialmente immesse mostrerebbe questo comportamento tipicamente maschile.
Ottimo spunto di riflessione per l'esame di lunedì, soprattutto dopo aver letto "Il gene agile" di Ridley in cui è d'obbligo pensare che nature e nurture collaborano. Ma questa volta, quanto è veramente implicato l'ambiente?
Chiederò ai miei docenti...
Una cosa è sicura: se anche l'uomo ha questi geni...e tutto dipende da quelli...beh, alcuni uomini ne sono privi!


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Pubblicato da Laura on venerdì 12 settembre 2008
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Leggo sul Corriere che nascerà a breve Green Wikia, l'enciclopedia di Wikipedia che darà alle definizioni una lettura in chiave ecologica. Ad es. descrivendo l'impegno ecologista di un attore invece di elencare la filmografia. Inoltre darà dei piccoli consigli su come comportarci per salvare il pianeta. Insomma, qualcosa comincia a muoversi. Speriamo che abbiano sempre più bisogno di ecologi!!! Sono molto contenta, penso che lo userò tantissimo! Non vedo l'ora!

Seconda notizia importante è che hanno scoperto che il Dna "junk", ovvero quelle sequenze ripetute del nostro Dna che non si capiva quale ruolo avessero, poiché non traducono proteine, in realtà è molto importante: agendo da interrutore nella regolazione genica, ha avuto un ruolo importantissimo nell'evoluzione, poiché regola le caratteristiche del pollice opponibile e della statura eretta (sequenza trovata infatti anche nei macachi reso). Morale: niente di ciò che abbiamo è inutile o messo lì a caso! Il nostro corpo è davvero fantastico!


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Pubblicato da Laura on giovedì 11 settembre 2008
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Sei combattiva come Erin Brokovitch

Sei una donna combattiva, determinata e grintosa. Sai quello che vuoi e come ottenerlo. Hai una forte personalità e non ti lasci mettere in piedi in testa da nessuno. Un po' ribelle, non accetti le ingiustizie. Proprio come Erin Brokovitch non esiti a lottare per cio' che ti sta a cuore, anche a costo di farti dei nemici.

Il nostro consiglio. La tua volontà e la derminazione sono ammirevoli, ma attenzione a non lasciarci la pelle. Non sprecare energia in battaglie per cui non vale la pena.


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Pubblicato da Laura on mercoledì 3 settembre 2008
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Dodici giorni di viaggio in giro per campeggi (a parte la piacevolissima sosta di 2 giorni da Jacques): la Doblò ha percorso 5000 km arrivando in Normandia, Bretagna, Collioure e Costa Azzurra. Viaggio stupendo! Ogni giorno abbiamo visto posti stupendi, ma impressi sulla retina e nelle emozioni, così, senza pensarci tanto, istintivamente, sono: Costa Selvaggia, Sept Illes, Omaha beach, calanchi con il loro mare cristallino, Colliure dal sapore francoispanico...e per concludere, ma forse azzarderei un primo posto alle Dune du Pilat, alte più di 150 m, le più grandi in Europa. Consiglio la visione delle foto su flickr comunque, che esprimono molto di più di mille parole.

Come dopo una vacanza Costa Crociere...è dura ripensare di tornare in città, di svegliarsi la mattina e non vedere posti incantevoli...mangiare pesce, croissant, crepes...Sob. L'unico pensiero che può togliere la malinconia è...pensare ad un altro viaggio!

Viaggiare è un istinto dell'uomo. E io sono molto istintiva ;)


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Pubblicato da Laura on sabato 30 agosto 2008
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Invito tutti quelli che vivono con cani a leggere questo libro, semplice, con esempi utili ed efficaci, e fornito di una ricca bibliografia tematica per i più appassionati che vogliono approfondire l'argomento. Illuminante anche per chi ha sempre vissuto coi cani, questa professoressa di zoologia all'università del Wisconsin, addestratrice di cani e proprietaria di una fattoria, con senso ironico e l'umiltà di chi, pur avendo un'esperienza alle spalle, ha ancora da imparare perché ogni situazione è a sè, vi darà le basi del rinforzo positivo e vi dimostrerà come col cane ci debba essere una comunicazione basata sul movimento del corpo, la voce serve a poco e spesso noi diamo messaggi contradditori usando la voce per ordinare al cane di fare una cosa e muovendoci in un modo che comunica l'opposto.
Io sono convinta che la scuola del rinforzo positivo possa creare un legame tra il cane e l'uomo unico, stabile, armonioso e felice. Il cane deve capire che l'uomo è il leader del suo branco con le buone maniere, non con la forza (anche per l'uomo in ambito lavorativo è così se ci pensate).
Vi lascio qualche passo per incuriosirvi, anche se, davvero, vi consiglio di leggerlo:

- Quando vedete un cane che vorreste salutare fermatevi a qualche passo di distanza, preferibilmente di lato, e fate attenzione a non fissarlo negli occhi. Aspettate che sia lui ad avvicinarsi a voi. Se non lo fa, significa che non vuole essere coccolato quindi non lo fate. Invece, se si avvicina con il corpo rilassato, e non rigido, lasciate che vi annusi la mano, facendo attenzione a tenerla in basso, al di sotto e non al di sopra della sua testa. I cani sconosciuti si accarezzano sempre sul petto o sotto il mento.
- Il cane va nella direzione in cui il corpo è rivolto, non in quella indicata. Bisogna piegarsi verso il basso come per fare un inchino, voltargli le spalle e battere le mani, allontanandovi. Per bloccare il vostro cane (fermarlo), ad esempio perché non vi salti addosso per fare le feste (anche se a me piace, ma agli ospiti è normale non piaccia!), piegatevi in avanti allargando le braccia (occupare lo spazio prima che lo faccia lui).
- attenzione alla coda e soprattutto alla bocca: quando gli angoli della bocca del cane si spostano in avanti (5 millimetri) il cane è pronto a mordere. Se invece si spostano all'indietro l'animale vuole difendersi e teme di perdere il cibo, oppure ha paura di ciò che sta per accadere: potrebbe mordere anche in questo caso...ma se capiamo la causa sappiamo come intervenire.
- oltre a distogliere lo sguardo, anche inclinare la testa di lato lancia un messaggio tranquillizzante ad un cane nervoso.
- attenzione alla voce! Parliamo troppo al nostro cane. Intanto quando abbaia non dobbiamo cominciare a urlargli: penserà che non abbiamo il controllo della situazione o abbiamo paura. Un leader rispettabile si fa rispettare senza parlare, quindi è sufficiente un "No"a tono basso o u segnale visivo. Una nota prolungata e continua calma il cane ("Bravoooo"), mentre parole brevi e ripetute a voce alta (acuta) lo eccitano ("Vieni!")
- al cane non piace essere abbracciato, perché appoggiare la zampa anteriore sulla spalla di un altro equivale ad un'affermazione dello status sociale.
- quando si prende un cucciolo bisogna guardare la madre: se non ve la fanno vedere o non si lascia accarezzare ed ha un carattere aggressivo, non comprate il cucciolo (una buona parte del comportamento è ereditario). Non prendete mai i cani dal negozio di animali, perché potrebbero venire da allevamenti intensivi (mi è venuto il mal di pancia a leggere quel capitolo...non pensavo maltrattassero anche i cani e le cucciolate! Orribile!)

Mi fermo ma ci sarebbe ancora da parlare sul gioco, sull'odorato, sulla dominanza, sulla personalità del cane e molto altro.

Infine, trovo questo libro-manuale molto interessante perché l'autrice fa un continuo paragone tra noi primati, tra i primati non umani, cavalli e cani...insomma, le mie passioni!!! Penso sia affascinante il mondo dei primati perché condividono molti segnali visivi e comportamenti con noi, ma trovo altrettanto affascinante il mondo di cani e cavalli, perchè con loro viviamo insieme da molto tempo tanto da poter dire che siamo coevoluti con loro, ma hanno moduli comportamentali quasi totalmente opposti a noi che entrare in contatto e capirsi...è molto più di affascinante.

Questo è il sito dell'autrice: www.dogsbestfriendtraining.com


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Pubblicato da Laura on mercoledì 6 agosto 2008
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BOLZANO

La foto qui sopra è stata scattata pochi istanti prima dell’abbattimento del cervo nel parcheggio Mayr Nusser. È stata pubblicata - per documentare l’intervento effettuato - su www.ffbozen.it, il sito web dei vigili del fuoco volontari del Centro città, la cui sede si trova proprio all’interno del parcheggio, dove il cervo si era rifugiato al termine della folle corsa per le vie del Centro. Lo si vede sofferente per le ferite riportate, accasciato, sfinito. Inoffensivo. «Lo sguardo - commenta Claudio Calissoni della Lav - spezza il cuore. È una foto agghiacciante. Conferma in toto il fatto che al momento degli spari il cervo era accovacciato, tranquillo. E non era gravemente ferito. La postura contraddice in pieno la tesi dell’ufficio Caccia e pesca. C’era tutto il tempo per anestetizzarlo. E lo si poteva salvare, perché non era in pericolo di vita». La foto è stata scattata alle 12.42, «ossia - continua Calissoni - una decina di minuti prima che gli si sparasse (le 12.55, ndr). Il cervo era fermo lì da circa tre quarti d’ora. Sapevamo, per testimonianza di un fotografo, che si era seduto, ma non immaginavamo si fosse addiruttura accovacciato. Questo significa soltanto una cosa: era tranquillissimo». Inoltre, prosegue Calissoni, «come avevamo evinto dalle immagini scattate dopo la sua morte, le ferite erano superficiali. L’ungulato è rimasto fermo per decine di minuti. Fosse stato ferito seriamente, sul pianerottolo si sarebbe formato un lago di sangue, e invece in foto se ne nota solo poco. Il cervo si era soltanto provocato delle escoriazioni mentre correva sull’asfalto, visto che i suoi zoccoli sono morbidi, fatti per correre nel bosco. La foto verrà mostrata al professore universitario che ci sta assistendo per l’esposto presentato in procura».

Non mi interessa: che si mangi o non si mangi selvaggina, bisogna rispettare la legge. Sinceramente questo caso (e molti altri, come l'orso) mi fa arrabbiare molto.


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Pubblicato da Laura on mercoledì 30 luglio 2008
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Si calcola che ci siano almeno 33 mila Mustang in libertà e 30 mila in cattività in enormi recinti del Kansas e dell’Oklahoma. E quelli liberi arrecano danni sempre più gravi alle sorgenti di acqua, all’erba, alle piante, sottraendo cibo ad altri animali e mettendo a rischio specie in via d’estinzione come le tartarughe, gli uccelli del deserto e i montoni del Wyoming. Così, in nome dell’equilibrio ecologico e biologico, per la prima volta è iniziata, tra polemiche furenti, una campagna per l’eutanasia dei «mustangs».
Secondo il New York Times, che ha pubblicato foto impressionanti di elicotteri all’inseguimento dei cavalli selvaggi per spingerli nei «corral », i recinti per il bestiame, l’alternativa potrebbe essere il controllo delle nascite. Il giornale ha citato Jay Kirkpatrick, un altro scienziato: «Abbiamo le tecnologie necessarie—afferma — ma non le finanziamo né adoperiamo adeguatamente». Hiner dell’Ufficio federale lo contesta: «Al momento, siamo in grado di sterilizzare una puledra solo per due anni, ed è impossibile sterilizzarle tutte». La maggioranza degli americani sembra schierata per i «mustangs», e se a settembre, quando sarà chiamato a pronunciarsi, il Congresso approverà l’eutanasia, potrebbero esserci degli scontri. Nel 2001, quando emersero episodi di maltrattamento dei cavalli, l’Ufficio federale fu vittima di un attentato: il Fronte di liberazione della terra, un gruppo rivoluzionario verde, mise una bomba in un suo locale.

Io non conosco certo la situazione e non ho gli strumenti per proporre una soluzione. Dai miei studi posso solo dire che regolarmente, da quando è nata la vita sulla Terra, si sono verificati "eccessi" nel numero di specie, e questo succederà sempre, soprattutto se la popolazione mondiale continuerà ad aumentare. Le estinzioni naturali sono normali, l'uomo, grazie alle sue tecnologie e intelligenza (purtroppo l'uomo usa spesso la tecnologia senza la testa) dovrebbe arginare i problemi e soprattutto prevenirli. Io, ripeto, non conosco la situazione, ma mi sento di dire quello che farei: non alleverei più i cavalli, o meglio non li sfrutterei così tanto, tenendo addomesticato il numero sufficiente. Piuttosto li lascerei allo stato brado: se il loro aumento causa l'estinzione di altre specie forse è giusto così. Comunque andrebbe fatta un'accurata analisi del sistema ecologico, considerando le componenti biotiche e abiotiche. Mi rendo conto anch'io che la sterilizzazione è una follia (ricordo il caso del nostro Scoiattolo comune, Sciurus vulgaris: soluzione non fattibile).

Sono profondamente affascinata dal mondo del far west e dei cavalli selvaggi, a tal punto che uno dei miei sogni nel cassetto è andare in America a studiarli...quindi sono di parte e soffro quando vengo a sapere che anche solo uno di loro viene ucciso.


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Pubblicato da Laura on
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