Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post



Il cane è un predatore, il cavallo una preda. Eppure si può rimanere affascinati da entrambi, parola di Laura. Mi sono chiesta il motivo di questa attrazione per due specie così diverse: in parte ho risposto, ma sto ancora cercando. Non a caso la prefazione di questo romanzo è di Monty Roberts, il “sussurratore” di cavalli per eccellenza. Jan Fennell ha avuto modo di incontrare Monty alle sue prime esibizioni e di rimanere affascinata dal suo modo di comunicare con il cavallo: nessun metodo coercitivo per la doma, ma un linguaggio intimo e gestuale che crea un legame tra cane/cavallo e uomo basato sulla fiducia.

Trovo il romanzo indispensabile per chiunque abbia o desideri un cane. Il linguaggio è semplice ed efficace e contiene le istruzioni per insegnare i comandi di base. Inoltre sono descritti i principi per creare armonia in famiglia in cui il padrone deve giocare il ruolo di leader e il cane di membro subordinato, ma entrambi vivono rilassati e felici.

Riporto di seguito alcuni passi significativi che possano dare l’idea del contenuto del saggio. La Fennell riporta anche alcuni casi di problemi comportamentali che ha risolto grazie ai suoi principi, dando fiducia ai neofiti e prova agli scettici che il metodo funziona:

  • Tutti i problemi che nascono con i nostri cani scaturiscono dalla loro convinzione di essere i leader del branco.
  • Dobbiamo avere la pazienza e la costanza di ribadire, giorno per giorno, la nostra leadership: solo allora il cane capirà di non avere la responsabilità della situazione e si rilasserà, riponendo fiducia nel nostro ruolo di leader.
  • La leadership si raggiunge attraverso il programma del “legame amicale”:

  1. quando il branco si riunisce dopo una separazione, chi è il capo?
  2. quando il branco viene attaccato o deve affrontare dei pericoli, chi lo proteggerà?
  3. quando il branco va a caccia, chi lo guiderà?
  4. quando il branco deve consumare il pasto, chi avrà la precedenza?

  • Quando un membro del branco esce di casa il cane entra in ansia da separazione perché si sente genitore sconvolto che non vede più il suo bambino. Quando quest’ultimo rientra il cane ribadisce la sua leadership saltandogli addosso. Cosa dobbiamo fare per evitarlo? Ignorarlo per 5 minuti, senza usare la voce o la violenza. Quando il cane ci mostrerà di essere tranquillo (sdraiato), possiamo richiamarlo e dargli qualche gesto di affetto.
  • Se il cane salta addosso al padrone o richiede insistentemente le coccole il padrone deve silenziosamente porre una mano sul petto del cane e spingerlo via delicatamente; è importante non usare le maniere forti né parlare. Anche dirgli solo “vai via” è un modo per far capire al cane che ci siamo accorti di lui, permettendogli così di raggiungere il suo scopo. Soltanto una volta passati i cinque minuti, si può iniziare a coinvolgere il cane, sottolineando così l’avvio di una nuova leadership. Molti ritengono crudele ignorare il cane nel modo che ho appena descritto. La mia risposta in questi casi è sempre la stessa: se si riesce a iniziare un rapporto con il cane partendo con il piede giusto, si potrà godere al meglio la sua compagnia. Se ci è consentito portare avanti gli altri compiti di casa senza essere disturbati, saremo in grado di trovare il tempo da passare con i nostri cani e sarà un tempo di qualità. Chiunque possieda un cane può raggiungere questo obiettivo fin dall’inizio; non dico di ignorare i nostri animali da questo momento in poi, potremo ancora coccolarli, ma secondo le modalità della specie. Anche i cani saranno più felici, perché non ci sarà più confusione riguardo a chi deve farsi carico dell’altro.
  • Il cibo viene fornito dal leader. Quindi se lasciamo il cibo sempre a disposizione del cane vuol dire che il cane stesso è il leader. Occorre togliere la ciotola mezzora dopo averla consegnata al cane; se il cane non ha finito di mangiare non importa, la volta successiva capirà che dovrà mangiare in quel lasso di tempo deciso dal leader.
  • I bambini piccoli è meglio non si lascino da soli con i cani, ma a 3 o 4 anni sono già in grado di partecipare al programma, soprattutto se gli viene presentato come un gioco (per fargli smettere di carezzare il cane bisogna infilarsi le mani in tasca!).
  • Zucchine e ananas danno uno sgradevole odore alle feci in caso avessimo un cane con comportamenti di coprofagia.
  • Uno degli aspetti in comune con l’uomo è l’egoismo innato: in qualunque situazione il cane si domanda: “che cosa ci guadagno?”
  • Oggi chi sa vivere in armonia con un cane deve ringraziare più il caso che non le sue conoscenze specifiche, perché è andato perso quel linguaggio istintivo e non verbale che condividevamo con l’animale.
  • Quando due cani si riuniscono dopo una separazione avviene il “saluto ritualizzato”: il membro subordinato lecca il muso del leader.
  • Se il cane ci salta addosso quando torniamo a casa non lo fa perché vuole giocare ma per darci il benvenuto nel branco di cui crede di essere il capo.
  • Noi dobbiamo comportarci da lupo Alfa: ignoriamo i comportamenti indesiderati o eccessivi del cane mentre lodiamo quelli positivi.
  • Per la condotta al guinzaglio bisogna fermarsi ogni volta che il cane inizia a tirare (a mio parere, questo richiede infinita pazienza, ma il tempo che si perde all’inizio si recupera in un buon rapporto col cane poi).
  • Quando il cane entra in un posto sconosciuto, come una nuova abitazione, gli occorrono 48 ore perché valuti l’ambiente e un paio di settimane per individuare il suo posto nella famiglia.
  • Quando un cane appoggia la testa sul collo dell’altro comunica la sua leadership. Anche noi dobbiamo “sfruttare” queste parte vulnerabile.
  • Non accettare mai il gioco del “tiro alla fune” perché il cane si può rendere conto della sua superiorità fisica.

Aggiungo una nota per le anime più sensibili: “leader” non è l’equivalente di “padrone”. Con il metodo di addestramento dolce descritto in questo libro ed effettuato da altri comportamentisti di successo, viene chiesto al cane di eleggere il leader, mentre nessun comando viene imposto al cane dal momento che c’è una reciproca fiducia.

Nei prossimi giorni saranno pronte le recensioni di “Parla con il tuo cane” (il seguito di “Ascolta il tuo cane”) della Fennell, “L’uomo che parla ai cani” di Cesar Millan e “Join-up. La saggezza del cavallo per l’uomo” di Monty Roberts.

Ci tengo molto ad informare sull’etologia del cane e del cavallo perché ci sono libri semplici con principi efficaci che consiglio di leggere ad ogni proprietario di queste splendide creature. Non scoraggiatevi se trovate difficile mettere in pratica i consigli o non vedete risultati: io ho cani con disturbi comportamentali e per me è una sfida giornaliera trovare la soluzione ai nostri problemi di convivenza. Perché mi ostino tanto? Amore.

Buona lettura e aspetto consigli per altri libri!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 2 novembre 2009
0 commenti
categories: | edit post


...Ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare...quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura...


...E’ indispensabile avere fiducia nella capacità che ciascuno possiede di insegnare a se stesso...


...La notte è soltanto una parte del giorno...


..."Qual’è una cosa che sai fare davvero bene?" "Perseguire ciò in cui credo"...


...Non capiva il motivo per cui molti preferiscono passare la propria vita a distruggere i cammini che non desiderano percorrere, anziché sforzarsi per procedere su quell’unico che li condurrebbe in qualche luogo...


...La Sapienza è conoscere e trasformare...


...Il prossimo è uno specchio di te stessa...


...noi abbiamo la responsabilità dell’Universo, poiché siamo l’Universo...


...I vestiti trasformano sempre l’emozione in materia. Sono uno dei ponti tra il visibile e l’invisibile. Taluni abiti possono persino farti del male, giacché sono stati realizzati per altre persone e, chissà come, hanno incrociato la tua vita...


E quella che preferisco di più:

...il vero Amore permette a ciascuno di seguire il proprio cammino, giacché esso non allontana mai le Parti...


...Quando ti trovi di fronte a una cosa importante, non significa che devi rinunciare a tutte le altre...


...Tu hai affrontato il tuo Cammino. Pochi hanno il coraggio di una simile azione. Preferiscono seguire una strada che non gli appartiene...


...I coraggiosi sono quelli che decidono nonostante la paura. Che sono tormantati dal demonio a ogni passo del cammino. Che si angosciano per ogni loro azione, domandandosi se siano nel giusto o nell’errore...


...L’Amore era l’unico ponte tra il visibile e l’invisibile noto a tutti gli essere umani, il solo linguaggio efficace per rendere comprensibile ciò che che l’Universo insegnava quotidianamente agli uomini...


...Sapevo già di trovarmi di fronte all’Altra Parte di me, la quale mi avrebbe insegnato tutto ciò che avrei dovuto apprendere. E’ per questo che Dio ha diviso l’uomo e la donna...


...Le persone regalano i fiori perché essi incarnano il vero senso dell’amore. Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire. Ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sé. Perché il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l’odore della terra bagnata e con le nuvole all’orizzonte...


Ritengo che ci siano certi autori che sono in grado di penetrare il tuo animo e presentarti un mondo descritto come lo descriveresti tu, che percepiscono la realtà allo stesso modo di come la percepisci tu, che trovano le parole alle tue emozioni.

Per me Coelho è quasi una "Bibbia". Nonostante ci sia qualche suo romanzo che non mi sia piaciuto, trovo che alcuni calzino con i miei sentimenti, le mie emozioni e il mio modo di vivere. Insomma, i suoi romanzi mi fanno compagnia, sono come un faro nella notte e non mi fanno sentire sola nella "Notte Buia". Brida si fa leggere tutto d'un fiato, di sole 163 pagine. Uno di quei libri che quando li leggi pensi: tutto il resto può aspettare. 

Senza i libri sarei una farfalla con una sola ala. 


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 10 novembre 2008
1 commenti
categories: | edit post


Reneé e Paloma. Due traduttrici diverse. Due linguaggi che appaiono diversi, ma verso la fine si fondono, a formare un unico gomitolo. Un finale che non mi aspettavo! Poi se ci pensi, era l'unico possibile.
Da leggere, non vorrei aggiungere altro perchè già tanto si è parlato.
Per tutte le età, per tutti i gusti.
Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.
...per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre...Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno...
Che cosa fa l'Arte per noi? Dà forma e rende visibili le nostre emozioni...
Giacché l'Arte è l'emozione senza il desiderio...
Vivere, nutrirsi, riprodursi, portare a termine il compito per il quale siamo nati e morire: non ha alcun senso, è vero, ma è così che stanno le cose. L'arroganza degli uomini che pensano di poter forzare la natura, sfuggire al loro destino di piccoli organismi biologici...e la loro cecità riguardo alla crudeltà o alla violenza del loro modo di vivere, amare, riprodursi e fare la guerra con i propri simili...
Se riflettiamo bene sul fatto che le principali preoccupazioni del primate sono sesso, territorio e gerarchia, la riflessione sul significato della preghiera in Sant' Agostino di Ippona appare relativamente futile. Certo, magari si argomenterà che l'uomo aspira a un significato che va al di là delle pulsioni. Ma io replico che è verissimo (altrimenti cosa farsene della letteratura?) e falsissimo allo stesso tempo: il significato è pur sempre una pulsione, è addirittura la pulsione portata al sommo grado di compimento, in quanto per conseguire i suoi scopi utilizza il mezzo più sofisticato, la comprensione...
Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. E'l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte...
Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono.

Grazie a chi me l'aveva consigliato e alla mia mamma che me l'ha imprestato!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on martedì 14 ottobre 2008
1 commenti
categories: | edit post


Mi scuserà l'autore se non mi dilungo con la sua presentazione, ma penso apprezzi il fatto che parlo dei suoi cani e di ciò che questo libro mi ha insegnato. L'approccio delicato è il più rapido e il più affidabile, per maltrattare un cane basta essere del tutto incapaci di capirlo. Sussurrare ai cani significa trattarli alla pari, come compagni: è un metodo decisamente più delicato di quelli consueti, e non mira a snaturare il carattere dell'animale.
I consigli presi quà e là, anche se merita di essere letto, perché certe affermazioni possono essere male interpretate e ovviamente incomplete:
- NON strusciargli il naso nei suoi bisogni quando la fa in casa: ridicolo, distrutivo e antiquato (conferma di quanto detto ne "Il cane al guinzaglio"): non bisogna proibire di servirsi di un certo posto, ma invogliare a usarne un altro. Non usate i giornali, portateli fuori e pulite bene dove ha sporcato in modo da non lasciare traccia.
- NON assegnare nomi lunghi (es. perfetto "Blu")
- NON cominciare l'addestramento prima dei 6 mesi. Dai 6 mesi alla maturità sessuale è il periodo di maggiore apprendimento
- NO occhi strizzati: dimostrano irritazione a aggressività (tenere quindi gli occhi ben aperti)
- usare linguaggio del corpo, corpo e voce, corpo voce e fischietto a seconda del grado di lontananza
- ogni singolo addestramento non deve durare più di 10 minuti al giorno, e sia prima che dopo è preferibile farli sfogare e correre.
- i casi di aggressione ai bambini e ai disabili possono capitare perché i cani li considerano pericolosi, leggendo un linguaggio del corpo (braccia aperte e agitazione) che a loro appare decisamente minaccioso.
- non giocate a rincorrervi col cane e non fate la lotta con lui, non incoraggiate il cane a farvi saltare addosso per farsi coccolare (io stessa lo faccio e so che non dovrei: so come reagisce con me e riesco a prevenire prima che si agiti troppo e morda, ma non comprende la differenza tra me e un'altra persona, e capisco che non a tutte le persone piaccia farsi saltare addosso, specie se vestite bene! Correggerò questo mio sbaglio :/)
- non scandalizziamoci per gli episodi di aggressività: fa parte della natura del lupo. 3 le cause principali di aggressione: 1- incomprensione da parte dei padroni (ignori i suoi segnali di sottomissione e lo picchi? Il cane risponde con la violenza!)
2- eccesso di selezione per ottenere un'apparenza perfetta o un'eccellenza funzionale
3- sottrarre troppo presto i cuccioli all'influenza "educativa"della madre
- non portare via il cane alla madre prima delle 12 settimane (vi consiglio di vedere il post correlato sul servizio delle Iene di Elisa)
- come conquistare il cuore del vostro cane? esercizio fisico, cibo e gentilezza
- l'autore è contro la somministrazione del bocconcino per addestrarlo: come rinforzo positivo è preferibile un complimento e una carezza.
- il cane morde i mobili? Si sta annoiando, gli mancano stimoli fisici e mentali
- un cane ha bisogno di una routine riconoscibile, altrimenti è infelice
Altri consigli sui problemi comportamentali più comuni, ad es. come comportarsi quando arrivano ospiti, come insegnargli a non tirare il guinzaglio, oppure alcune cose di cui non ero a conoscenza come la "pica" oppure il "riportello" o lo stratagemma della bottiglia di plastica piena di sassolini da scuotere per far sì che i suoi latrati finiscano. Racconti delle sue esperienze con i suoi cani, comandi come "Alt" e "Torna" spiegati nel dettaglio.
Quando lo si ha finito si ha la sensazione, a differenza dello scorso libro che vi avevo presentato, di sapere già molto prima di averlo letto. In realtà lo trovo molto formativo, soprattutto per entrare in quella relazione di fiducia e amore col cane che è la sola a creare un corretto rapporto più gestibile e felice per entrambi, Homo e Canis.
Mi è piaciuta molto l'ultima frase, che si addice anche alla mia Inky:" La pace ha la forma di un cane. La gioia ha un folto mantello bianco e nero".

Consiglio il sito www.simssheepdogs.co.uk dove troverete i suoni prodotti dal fischietto associati ad un comando (utilizza addirittura una lingua o dialetto per ogni cane!), le foto dei suoi cani, altri link e anche un giochino (bella idea mostrare in questo modo il mestiere dei suoi 15 cani da pastore!)...insomma, quando guardo quelle colline...non chiedetemi cosa voglio fare da grande...non si capisce?!

Ringrazio mia zia per il regalo!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on venerdì 10 ottobre 2008
3 commenti
categories: | edit post


Invito tutti quelli che vivono con cani a leggere questo libro, semplice, con esempi utili ed efficaci, e fornito di una ricca bibliografia tematica per i più appassionati che vogliono approfondire l'argomento. Illuminante anche per chi ha sempre vissuto coi cani, questa professoressa di zoologia all'università del Wisconsin, addestratrice di cani e proprietaria di una fattoria, con senso ironico e l'umiltà di chi, pur avendo un'esperienza alle spalle, ha ancora da imparare perché ogni situazione è a sè, vi darà le basi del rinforzo positivo e vi dimostrerà come col cane ci debba essere una comunicazione basata sul movimento del corpo, la voce serve a poco e spesso noi diamo messaggi contradditori usando la voce per ordinare al cane di fare una cosa e muovendoci in un modo che comunica l'opposto.
Io sono convinta che la scuola del rinforzo positivo possa creare un legame tra il cane e l'uomo unico, stabile, armonioso e felice. Il cane deve capire che l'uomo è il leader del suo branco con le buone maniere, non con la forza (anche per l'uomo in ambito lavorativo è così se ci pensate).
Vi lascio qualche passo per incuriosirvi, anche se, davvero, vi consiglio di leggerlo:

- Quando vedete un cane che vorreste salutare fermatevi a qualche passo di distanza, preferibilmente di lato, e fate attenzione a non fissarlo negli occhi. Aspettate che sia lui ad avvicinarsi a voi. Se non lo fa, significa che non vuole essere coccolato quindi non lo fate. Invece, se si avvicina con il corpo rilassato, e non rigido, lasciate che vi annusi la mano, facendo attenzione a tenerla in basso, al di sotto e non al di sopra della sua testa. I cani sconosciuti si accarezzano sempre sul petto o sotto il mento.
- Il cane va nella direzione in cui il corpo è rivolto, non in quella indicata. Bisogna piegarsi verso il basso come per fare un inchino, voltargli le spalle e battere le mani, allontanandovi. Per bloccare il vostro cane (fermarlo), ad esempio perché non vi salti addosso per fare le feste (anche se a me piace, ma agli ospiti è normale non piaccia!), piegatevi in avanti allargando le braccia (occupare lo spazio prima che lo faccia lui).
- attenzione alla coda e soprattutto alla bocca: quando gli angoli della bocca del cane si spostano in avanti (5 millimetri) il cane è pronto a mordere. Se invece si spostano all'indietro l'animale vuole difendersi e teme di perdere il cibo, oppure ha paura di ciò che sta per accadere: potrebbe mordere anche in questo caso...ma se capiamo la causa sappiamo come intervenire.
- oltre a distogliere lo sguardo, anche inclinare la testa di lato lancia un messaggio tranquillizzante ad un cane nervoso.
- attenzione alla voce! Parliamo troppo al nostro cane. Intanto quando abbaia non dobbiamo cominciare a urlargli: penserà che non abbiamo il controllo della situazione o abbiamo paura. Un leader rispettabile si fa rispettare senza parlare, quindi è sufficiente un "No"a tono basso o u segnale visivo. Una nota prolungata e continua calma il cane ("Bravoooo"), mentre parole brevi e ripetute a voce alta (acuta) lo eccitano ("Vieni!")
- al cane non piace essere abbracciato, perché appoggiare la zampa anteriore sulla spalla di un altro equivale ad un'affermazione dello status sociale.
- quando si prende un cucciolo bisogna guardare la madre: se non ve la fanno vedere o non si lascia accarezzare ed ha un carattere aggressivo, non comprate il cucciolo (una buona parte del comportamento è ereditario). Non prendete mai i cani dal negozio di animali, perché potrebbero venire da allevamenti intensivi (mi è venuto il mal di pancia a leggere quel capitolo...non pensavo maltrattassero anche i cani e le cucciolate! Orribile!)

Mi fermo ma ci sarebbe ancora da parlare sul gioco, sull'odorato, sulla dominanza, sulla personalità del cane e molto altro.

Infine, trovo questo libro-manuale molto interessante perché l'autrice fa un continuo paragone tra noi primati, tra i primati non umani, cavalli e cani...insomma, le mie passioni!!! Penso sia affascinante il mondo dei primati perché condividono molti segnali visivi e comportamenti con noi, ma trovo altrettanto affascinante il mondo di cani e cavalli, perchè con loro viviamo insieme da molto tempo tanto da poter dire che siamo coevoluti con loro, ma hanno moduli comportamentali quasi totalmente opposti a noi che entrare in contatto e capirsi...è molto più di affascinante.

Questo è il sito dell'autrice: www.dogsbestfriendtraining.com


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on mercoledì 6 agosto 2008
8 commenti
categories: | edit post


Ha vinto il Premio Strega questo ragazzo di soli due anni più vecchio di me. Non solo: chi se lo aspettava da un un dottorando di fisica? Dai, non ditemi che non l'avete pensato. Le materie scientifiche rendono sterili, incapaci di emozionare?
A quanto pare Paolo ce l'ha fatta, e io ho letto il libro tutto d'un fiato. A volte mi sembrava di vederlo in uno dei due personaggi principali, poi, il dramma che racconta mi ha distolto, ricordandomi che mettiamo molto delle nostre vite in quello che scriviamo, ma molto non è tutto. Una storia che a volte infastidisce, a tratti scuote e in altri ti lascia freddo, impotente. A volte ti consola, perché pur essendo molto diverso dal tuo vissuto, è comunque diverso. I drammi delle persone cambiano, ma sono sempre drammi, e si ha bisogno di sapere di non essere soli (anche se è solo un romanzo...). Riporto, come ormai è abitudine in questo blog, alcuni passi, che un po ho sentito miei:

Sua madre abbandonava spesso le frasi a metà, quasi ne scordasse la fine mentre le pronunciava. Quelle interruzioni lasciavano nei suoi occhi e nell'aria delle bolle di vuoto e Mattia immaginava ogni volta di farle scoppiare bucandole con un dito.

"E' l'unica cosa che so fare"disse lui, piano. Avrebbe voluto dirle che studiare gli piaceva perché puoi farlo da solo, perché tutte le cose che studi sono già morte, fredde e masticate. Avrebbe voluto dirle che le pagine dei libri di scuola hanno tutte la stessa temperatura, che ti lasciano il tempo di scegliere, che non fanno mai male e che tu non puoi far loro del male. Ma rimase in silenzio.

C'era uno spazio comune tra di loro, i cui confini non erano ben delineati, dove sembrava non mancare nulla e dove l'aria pareva immobile, imperturbata.

Poi pensò che era la cosa più naturale del mondo e che proprio per questo lui non ne era capace.

"E come? L'avrò sempre lì, sotto gli occhi."
"Appunto" disse Mattia. "E' proprio per questo che non lo vedrai più."

C'era stata una volta e ce n'erano state infinite altre, che Alice non ricordava più, perché l'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta.

Consumò quel pensiero al punto di farlo sembrare non più una proiezione quanto piuttosto un ricordo.

Ormai l'aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante.


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 28 luglio 2008
2 commenti
categories: | edit post

Ho finito questo piacevolissimo libro di 397 pagine...una raccolta di racconti tratti dai romanzi precedenti e scelti personalmente dall'autore. Jostein Gaarder uno dei miei autori preferiti...il docente di filosofia che tutti vorrebbero!

Sono racconti molto diversi, tutti stupendi e geniali, su questioni che percorrono come un filo rosso tutti i libri di G.: lo stupore per l'esistenza del mondo e dell'universo, la meraviglia della vita, l'interrogativo sull'esistenza dell'uomo.
Ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, ma intanto vi riporto un pezzettino:
"La novità radicale nella storia dell'umanità giunse intorno all'anno 2100, dopo una serie di clamorosi passi...
...i movimenti del quark si depositano nel Pleroma, dove il tempo e lo spazio confluiscono in un continuum spazio-temporale...
...Non si rinunciava naturalmente alla propria libertà di azione...In qualsiasi momento si poteva mollare l'assassinio di Cesare e mettersi a girare per Roma per conto proprio...
...L'onniscienza trasmette una calma indescrivibile all'anima. L'unica cosa che mi tormenta del mio essere onnisciente e onnipresente è la solitudine. Ci si sente soli a sapere tutto. Non ho nessuno con cui condividere la mia conoscenza assoluta, non ho nessuno da addottrinare. Perché tutti sanno tutto. Tutti mi equivalgono. Significa che io sono tutti. Non esiste nient'altro, non esiste alcuna giocosa ignoranza nella quale posso lasciar scivolare un frammento di me stesso, nella speranza di guadagnare una specie di conferma del fatto che io esista."


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 7 aprile 2008
8 commenti
categories: | edit post


Sbattendo una volta la palpebra dell'occhio sinistro dice di sì, due volte significa no. Sempre con un battito di ciglia ferma l'interlocutore su una lettera dell'alfabeto che gli viene recitato secondo l'ordine di frequenza della lingua francese: "E,S,A,R,I,N,T...". Lettera dopo lettera scrive un libro, da cui faranno un film. 

Questo mutante (come preferisce definirsi lui) o vegetale (come lo definiscono gli altri) è Jean-Dominique Bauby, colpito nel 1995 dalla locked-in-syndrome, prima giornalista e redattore capo di Elle. 
Ho letto il libro e ho visto il film: consiglio il film proprio per la regia particolare e il forte coinvolgimento. Tuttavia il testo del libro è molto poetico ed è piacevole rileggere alcuni passi...soffermarsi.
Molti sono gli spunti di riflessione (ad esempio la magrezza delle modelle, il valore della famiglia), ma esce con forza la voglia di vivere, la moltitudine di cose che possiamo fare e che non sempre apprezziamo. All'inizio la regia è quasi claustrofobica, perchè per la maggior parte del film il punto di vista è quello del suo occhio. 
"Théophile, mio figlio, è seduto là, il viso a cinquanta centimetri dal mio, e io, suo padre, non ho il semplice diritto di passargli la mano tra i folti capelli, di pizzicargli la peluria della nuca, di stringere fino a soffocare il suo corpo morbido e tiepido. Come dirlo? E' mostruoso, ingiusto, disgustoso o orribile? Improvvisamente ne sono spossato. Le lacrime vengono a galla e dalla gola sfugge uno spasmo rauco che fa trasalire Théophile. Non aver paura ometto, ti voglio bene. Sempre intento al suo impiccato, finisce la partita. Ancora due lettere, lui ha vinto e io ho perso. In un angolo del quaderno finisce di disegnare la forca, la corda e il condannato a morte."
Toccante quando Jean-Do comunica all'ortofonista che lei stessa rischia di affondare insieme al suo scafandro, e lei le risponde: "Ma lei è anche la mia farfalla".
Può essere in ogni momento in qualunque posto, basta l'immaginazione e il ricordo.

"Oggi ho l'impressione che la mia esistenza non sia stata altro che...una gara di cui si conosce il risultato ma della quale non si riesce a incassare la vincita"
Un particolare che non ho colto nel film a differenza del libro è il disturbo di cui soffre Jean-Do dovuto all'amplificazione e deformazione dei suoni al di là dei due metri e cinquanta.
Curiosa la figura delle 3 donne: la fidanzata, che nonostante sia innamorata persa ha paura di andarlo a trovare in ospedale e vederlo trasformato; l'ex moglie, che con compassione e pazienza va a fargli visita frequentemente più per amore dei bambini ma da cui traspaiono rimorsi e rimpianti; l'ortofonista, che lui definisce dolce, che sa stargli accanto con pazienza e con il coinvolgimento giusto. 
Dalla 123esima pagina, l'ultima: "C'è nello spazio una chiave per aprire il mio scafandro? Una metropolitana senza capolinea? Una moneta abbastanza forte per riscattare la mia libertà? Bisogna cercare altrove. Ci vado."
Berck-Plage, luglio-agosto 1996
Jean-Dominique muore il 9 marzo del 1997, all'età di 45 anni, pochi giorni dopo aver visto pubblicato il suo libro.
Prima di morire Bauby fonda ALIS, l'Association du Locked-In Syndrome.

Se dovesse capitare a me: potrei rimanere in vita solo grazie alla tv, ai libri, nella contemplazione di paesaggi, nelle parole dolci di persone care? Vivrei da spettatore. No. Preferirei morire.
Dobbiamo allora chiederci se non siamo a volte spettatori nella vita quotidiana, nonostante non siamo paralizzati. Perchè indossiamo lo scafandro? E' meglio essere farfalle: correre maggiori rischi ma volare libere...


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on venerdì 7 marzo 2008
3 commenti
categories: , | edit post

Come promesso, sono tornata! Gli esami non sono finiti (gli esami non finiscono mai!), ma ho desiderio di lasciare qualche traccia sul web. In realtà non mi sono affatto eclissata nello studio, ho fatto bellissime cose, ma il blog non ha l'intento di parlare di me, ma di creare una piattaforma per discutere, dare consigli, "relazionarsi". 

Il primo esame ha avuto un buon esito, adesso ne sto preparando uno per il 21...ho bisogno che mi mandiate tanta energia positiva perchè ne ho bisogno!

Tra le tante cose piacevoli che mi sono capitate, c'è la lettura di questo romanzo, di cui avevo già letto "La profezia della curandera".
Esordisco nel dire che è un libro per adulti (non si sa mai che i miei giovani lettori pensino di comprarlo...).
Questo libro dovrebbero leggerlo tutte le donne. Può dare coraggio, essere una rivelazione, dare speranza in un futuro di amore... Il romanzo appassiona molto, e descrive il Perù, sia da un lato archelogico-storico che umanistico.

Il modo migliore per presentarlo è darvi un assaggio:

"Nella vita la tua volontà deve essere ottimista anche se la tua mente è pessimista, se vuoi andare avanti. Inoltre, la dignità non si esprime con i vestiti, i gioielli, con quello che si indossa, ma nel modo in cui la persona si valorizza. E persino nel modo in cui si muove o si cammina"

"Quando l'amore si dà o si accetta come un regalo che fa crescere, libera ed eleva la coscienza, allora sì, si converte in fedeltà, ma se si chiede o si impone diventa una schiavitù. Quando l'amore e la fedeltà si chiedono o si ordinano diventano falsi, vacui, pura ipocrisia, La fedeltà, quando nasce dalla libertà, non fa di te una schiava ma la padrona di te stessa, perchè segue i dettami del tuo cuore"

"La felicità si costruisce, non si trova. Sorge dall'azione, si forgia e si modella usando la ragione, il sentimento e la volontà"

Passaggio toccante, almeno per me, la doma di Pacha. Solo un pezzo per incuriosire una parte dei miei lettori ;) 
"Non devi dimostrare paura, esprimigli affetto. Se tu manifesti paura, l'animale percepirà che sei suo nemico e cercherà di distruggerti; ma se gli offri tenerezza e hai fiducia in lui, a poco a poco si calmerà"

"In quel momento sentì il nitrito del suo cavallo...Alla luce dell'aurora, si guardarono negli occhi...Gli animali, specialmente i cavalli, capiscono i nostri pensieri. Possono percepirli anche da lontano"

Ma la parte più bella non la pubblico ;)...buona lettura!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on venerdì 8 febbraio 2008
3 commenti
categories: | edit post


Si tratta della raccolta di un diario che una casalinga argentina ha pubblicato sul suo blog.

Il libro non mi ha convinto molto: le scene di vita quotidiana sono portate all'esasperazione e di realistico, a mio parere c'è solo lo spunto, il resto è fantasia, che andrebbe anche bene, ma è forzatura comica che spesso scade nel troppo volgare o nel deprimente (più che ridere, a volte rimanevo basita e non sapevo se piangere).
Alcune trovate sono comunque divertenti, un buon libro da leggere in vacanza, sotto esami o quando si è tristi (come guardare i Simpson e convincerti cher hai una famiglia migliore).
Tuttavia è un libro che non terrei nella mia libreria: manca un buono stile e, scusate se sono all'antica, ma un libro deve emozionarmi per piacermi. Per intenderci, se facessero un film su questo libro si avvicinerebbe al genere di Boldi e De Sica :/ .

Molto meglio leggere "Margherita Dolcevita" di S. Benni, molto ironico e leggero e che fornisce parecchi spunti di riflessione.

Riporto un frammento che non dà l'idea del libro perchè è l'unica parte semiseria in mezzo al restante delirio (!), ma volevo condividerlo con voi:

La colpa di tutto è dei genitori

Esistono solo 4 tipologie di persone:
1. i prepotenti

2. gli invadenti

3. i distanti

4. i piagnucoloni
In altre parole, uno dei tuoi genitori, quando sei piccolo, ti succhia l'energia - chiedo scusa - attraverso una delle quattro tecniche sopraelencate. A quel punto tu cominci a difenderti usandone un'altra, che ti resta addosso per la vita. Per ogni meccanismo che risucchia energia ce n'è un altro che cerca di impedirlo. Per esempio:
Genitore prepotente + figlio piagnucolone

genitore invadente+ figlio distante

genitore piagnucolone + figlio prepotente

genitore distante + figlio invadente

Ora provate a fare l'albero "patologico" della vostra famiglia!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on domenica 30 settembre 2007
1 commenti
categories: | edit post


Questo romanzo offre le gioie e i tormenti che accompagnano da sempre il grande Woody. I suoi testi comici, al pari dei suoi film sono un fuoco d'artificio di invenzioni, e ci si trova a riflettere su alcuni temi importanti della nostra società che vengono presentati in modo molto originale, umoristico e all'apparenza leggero.

Riporto alcuni passi, tra i tanti divertenti, del capitolo: "Così mangiò Zarathustra":

Nessun filosofo si avvicinò alla soluzione del problema del peso e del senso di colpa finché Cartesio non separò il corpo dalla mente: a questo punto, il corpo poteva rimpinzarsi, mentre la mente pensava: e chissene frega, tanto non sono io.

Il succo dell'arancia è l'essenza stessa dell'arancia resa manifesta - e con questo intendo la vera natura, ciò che dà all'arancia la sua "arancità" e le impedisce, per esempio, di sapere di farina d'avena o di salmone in crosta. Nell'osservante, l'idea di fare colazione con qualcosa di diverso dai cereali produce ansie e timori, ma con la morte di Dio tutto è permesso: si possono consumare a volontà sia le cozze che il profiterole, e persino le alette di pollo piccanti. ....
...I forti mangeranno sempre cibi pesanti e conditi da salse speziate, mentre i deboli piluccheranno tofu e germe di grano, convinti che i loro sacrifici gli varranno una ricompensa in un aldilà dove furoreggiano le grigliate di carne. Ma se, come io sostengo, l'aldilà è un eterno ritorno di questa vita, i miti si ritroveranno a pasteggiare in eterno con cibi a basso contenuto di carboidrati e pollo lesso senza pelle.

Io bevo spremuta d'arancia a colazione e mangio tofu a pranzo...pazienza, non mi ci vedo come Superuomo!


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 24 settembre 2007
0 commenti
categories: | edit post

Mi è stata consigliata la lettura di questo romanzo.
Tutto ruota attorno alla carcassa rapita di un cavallo da corsa...il libro mi è stato consigliato appunto per il tema a me caro del cavallo, ma così ho avuto modo di scoprire Camilleri.
Passata l'iniziale difficoltà nel capire la lingua, la lettura si è fatta scorrevole e piacevole, poichè l'autore ci mette molta ironia e "umanità".

Come per tutti i romanzi che hanno quale protagonista il commissario Montalbano, anche questo a Camilleri è stato suggerito da due fatti di cronaca: uno di questi è il cavallo rinvenuto ammazzato a sprangate sopra una spiaggia catanese.

Che dire? Di fronte a tanta crudeltò non ho niente da aggiungere.


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on mercoledì 29 agosto 2007
0 commenti
categories: | edit post

Ho scorto in libreria questo romanzo di uno dei miei autori preferiti ("Il mondo di Sofia", "La ragazza delle arance", ecc.). Ero proprio alla ricerca di una storia da raccontare ai bambini...Così ho iniziato a leggerlo a mia sorella. Risultato: le è piaciuto! Nonostante sia un libro per bambini, in realtà contiene riflessioni profonde (col tipico stile gaarderiano).

"Se tu abitassi in una valle profonda, e io venissi da un'altra valle simile alla tua, non potremmo arrampicarci, ognuno dal proprio lato, e prenderci per mano sulla cima di un'alta montagna?"... "Anche se i sentieri che portano alla vetta fossero molti, la montagna in sé sarebbe esattamente la stessa. E anche noi dovremmo essere simili, perchè ciascuno di noi sarebbe una specie di scalatore. Lassù, sulla cima, potremmo innalzare insieme un grosso cumulo di pietre; poi potremmo sederci e riprendere fiato dopo la lunga scalata. Per una volta potremmo permettterci di dimenticare i problemi del fondovalle: ce li saremmo lasciati dietro le spalle"..."Il punto non è solo da dove veniamo, ma anche dove andiamo..."


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on domenica 12 agosto 2007
0 commenti
categories: | edit post

" Francesco ha 26 anni e mi chiede qual'è secondo me la differenza tra le nostre generazioni: quella dei ventenni come lui e quella dei quarantenni come me...
A parte il comune denominatore della droga, questa: noi credevamo, Francesco. Credevamo alla vita come arte...
Domandati, Francesco, a chi serve questo "pollaio-dance"? Chi ci guadagna se i soldatini del ballo-sballo vanno a morire il sabato sera, magari con la macchina di papà?
Noi siamo morti per molti libri e molti rock. Voi per niente. Per arricchire gli spacciatori.
Se fossi in te, Francesco, sarei incazzato come una iena. Non uscire sabato prossimo, resta a casa e leggi un libro. Ricomincia da dove noi abbiamo finito. E' facile.
C'è una siringa come segnalibro."

"Fulvio dice che non gli piace essere nato nel 1980 perchè era meglio se nasceva nel 1950 così si faceva il '68. Mi dispiace Fulvio, il '68 ti si sarebbe fatto. Potevi nascere nel '40 nel '50 nel '60 o nel '70, ti sarebbe toccata sempre la stessa pappa...
Tutte uguali le generazioni. Scontro genitori-figli. Finta rivoluzione sociale con canne e musica alternativa. Matrimonio e figli. Domenica, pranzo dalla suocera. Depressione, insoddisfazione e poi si ricomincia.
Fulvio? Questa volta fai la parte del genitore conservatore. Tieniti il tuo 1980 che in fondo non faceva così schifo. Adesso vai in cucina, chiama i tuoi amici e fatemi un bello sciopero generazionale.
Il mio, con due cucchiaini di zucchero."


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on
0 commenti
categories: | edit post

La vacanza in montagna mi ha dato modo di immergermi nella mia amata lettura...e riflettere sul presente, con questo romanzo che in maniera ironica e bizzarra tratta la falsa beatitudine del consumo, mandandoci qualche, giustificato, segnale di allarme.

Riporto due passi divertenti che voglio condividere con voi:


"Ci sono grosse differenze fra i mangiatori di cioccolato: essi si dividono in liberal-lattisti, fondamentalisti fondentisti, bianchisti e nocciolisti. Per non parlare dei giansenisti gianduisti e dei boeristi.
- E i nutellisti?
- I nutellisti sono epicurei.
- E i consumatori di cioccolata in tazza?
- Metafisici puri, ma dipende dalla panna.
- E io cosa sono? - ho chiesto a Eraclito.
Ci ha pensato un po'su...
- Nonno dice che sei una massimalista uovodipasquista."

"Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso:
a) che i grandi non hanno più nulla da insegnarci;
b) che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro;
c) che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all'uscita del cinema.
Ebbene sì, sono polemica."


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on
1 commenti
categories: | edit post


"Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti,
né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri"
Saib-e-Tabrizi (XVII secolo)

...E' proibito danzare.
E' proibito scrivere libri, guardare film e dipingere.
Se tenete in casa dei parrocchetti, sarete bastonati e i vostri uccelli verranno uccisi.

Sono proibiti i cosmetici.

Sono proibiti i gioielli.
Non dovete indossare abiti attraenti.

Non dovete parlare se non per rispondere.
Non dovete guardare negli occhi gli uomini.

Non dovete ridere in pubblico. In caso contrario verrete bastonate.

lle ragazze è proibito frequentare la scuola.

Alle donne è proibito lavorare.
Ascoltate. Ascoltate con attenzione. Obbedite. Allah-u-akbar.

Due donne. Due vite che si incontrano, che si sostengono in un mondo che purtroppo non è di fantasia. Ancora una volta, Khaled Hosseini ci riporta alla realtà, dove solo l'amore può dare la forza di vivere.


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on domenica 15 luglio 2007
1 commenti
categories: | edit post

"Cosa desideri tu? Di certo, non puoi voler essere felice, perchè è facile e noioso. Non puoi desiderare solo di amare, perchè è impensabile. Cos'è che vuoi, eh? Vuoi giustificare la tua vita - viverla nel modo più intenso possibile. E questo è, al tempo stesso, una trappola e un'estasi. Guardati dal pericolo e vivi la gioia, l'avventura di essere la Donna che si trova al di là dell'immagine riflessa nello specchio"...

Fu l'unica volta in cui osai domandarle: "Perchè mi ami?"
Lei rispose: "Non lo so - e non m'interessa affatto saperlo."

Ora, concludendo queste pagine, credo di aver trovato la risposta nelle sue conversazioni con quel giornalista. L'amore
è.

Paulo Coelho: uno dei miei autori preferiti. Coversando con una donna sul treno, abbiamo entrambe espresso la stessa emozione nel leggere i suoi libri: dà alla luce il profondo di ciascuna di noi, scuotendo ed emozionando.


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on lunedì 4 giugno 2007
4 commenti
categories: | edit post

Dopo un periodo di silenzio, la mia vita parallela con i libri è tornata...(altro che Second life). Consiglio questa lettura avvincente, emozionante e reale.
Attenzione: da divorare entro una settimana (perchè un libro non si legge, ma si vive). Può essere molto utile anche per passare il tempo sul treno, tra un treno in ritardo e la coincidenza persa, sul secondo treno (niente di personale!), sotto il sole, se siete in anticipo ad un appuntamento, prima di dormire... E' proprio vero, un bel libro è un buon amico, e finirlo è sempre un dispiacere.

Ringrazio la mia amica che me l'ha consigliato.


Share/Save/Bookmark Read More
Pubblicato da Laura on venerdì 25 maggio 2007
3 commenti
categories: | edit post