Venerdì sera ho avuto il piacere di partecipare all’incontro con Carlo Boccadoro, compositore di musica contemporanea, all’auditorium Celesti di Desenzano. Ero accompagnata a questo evento dalla curiosità, certo la mia pigrizia musicale non mi avrebbe mai portato a voler approfondire questa tematica. Un viaggio di due ore nella storia della musica contemporanea: dal 1100 con Perotinus al più recente Michael Daugherty, attraverso trasformazioni dove la battuta assume un colore diverso, divenendo di per sé un evento. Gli anni ’60, dove la musica è in sintonia con l’epoca e con le altre arti: vi è dilatazione temporale e ci si sofferma sui microeventi...

Torno a casa con la voglia di conoscere, dal momento che, ci spiega Boccadoro, oggi ce ne sono tante di estetiche contemporanee...una la trovi che ti piace! Così scopro che Philip Glass è autore della colonna sonora di uno dei miei film preferiti, The Hours!
Sabato sera (destino vuole che la mia pigrizia musicale sia cacciata!) mi trovo al concerto di Meg vs Phone Job! Concerto divertente e interessante per l’innovativa tecnica musicale, con la cantante che è stata definita la Bjork del Mediterraneo. Ecco che salta fuori un nome a me caro, una cantante che ascolto spesso, Bjork appunto.

Morale? Ricordo che vita è conoscenza: leggere qualcosa che non so, ascoltare qualcosa di mai sentito prima, viaggiare, mangiare nuovi piatti...e tutto con un approccio zen! Via la pigrizia quindi, e assorbiamo il mondo che respira attorno a noi.


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Pubblicato da Laura on lunedì 22 febbraio 2010
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Stavo pensando già da un po’ a questo post, ma non volevo infamare della gente che lavora...ma hanno esagerato e mi è partita la polemica!

Postamat

Il postamat si è smagnetizzato a fine settembre 2009. Vado in Posta a richiederne uno nuovo e mi rispondono che ce l’hanno pronto, ma devono recapitare al mio indirizzo il codice pin. “5 o 6 giorni massimo” dice la Sig.ra all’ufficio postale.
Passa una settimana e non mi arriva posta...Passo così un mese ad andare due o tre volte a settimana a sollecitare all’ufficio postale, lamentandomi del servizio. La Sig.ra mi risponde di utilizzare la carta di credito come Postamat, tanto è uguale! Eh no che non è uguale cara Sig.ra! Mi consiglia allora di andare all’ufficio postale del paese vicino, cioè la sede dove smistano la posta. Aspetto mezz’ora, ma mi liquidano dicendo: porta pazienza. E’il 9 di dicembre e il codice pin non è ancora arrivato. La Sig.ra mi ha detto che è stato smarrito, ed è stata la sorte anche di altre persone! Come si dice? Mal comune mezzo gaudio? Beh, io non la penso proprio così! Ho passato quindi gli ultimi mesi ad andare in Posta e prelevare i soldi dal mio conto con un assegno.
L’ultima me l’hanno combinata l’altro giorno, quando mi hanno detto di rifare la firma dietro un assegno, perché era uno “scarabocchio”, non si capiva niente!
Una decina di giorni fa arriva il postino e mi dice sorridendo “non è quello che credi”. Io cado dalle nuvole e dico “come scusi?”. “Non è il codice pin” replica il postino. “Ah, non mi interessa. Non ho più il conto in Posta.” Quanto vorrei una foto della faccia del postino in quel momento!

Avrei altre critiche da fare, ma non intendo offendere nessuno, semplicemente volevo presentare i fatti e lasciare che si commentino da soli...

Concludendo, lasciamo fare alle Poste il loro mestiere...peccato non facciano bene neanche quel servizio!


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Pubblicato da Laura on mercoledì 9 dicembre 2009
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Dal 5 all’8 novembre a Verona si è tenuta la FieraCavalli, un evento che dovrebbe prevedere un abbonamento per tutti i quattro giorni, tanti sono gli eventi e le opportunità per gli appassionati di equitazione.


Più di 153 mila visitatori, oltre 720 espositori e 920 giornalisti, più di 2.500 cavalli da tutto il mondo: solo alcuni numeri per dare l’idea della notevole importanza di questa Fiera, la maggiore del settore equestre nel panorama europeo.

FieraCavalli è giunta alla sua 111° edizione, la prima si è tenuta nel 1898 in Piazza Bra (dove sorge l’Arena) con il nome “Fiera semestrale dei cavalli”. Per gli appassionati è una tappa annuale obbligata: gli espositori hanno modo di promuovere l’attività, i visitatori di partecipare alle gare, di farsi un’idea del vasto panorama di razze per un eventuale acquisto; altri, approfittare delle offerte nell’abbigliamento o attrezzature per il cavallo.


Per un evento di tale portata è necessaria una buona organizzazione. Ecco perché diventa importante sottoporre ad analisi i vari aspetti organizzativi della Fiera:


Promossa:


  • l’organizzazione stessa della Fiera, impresa non facile quando si tratta di animali (non si tratta di vendere delle moto!);
  • libretto informativo sulla monta western: esibizioni, gare e altre informazioni sul programma giornaliero della Fiera per appassionati della sola monta americana;


per quanto riguarda i contenuti:


  • Pat Parelli: la loro dimostrazione è stata molto efficace. E' stata riscontrata una crescente sensibilità delle persone per la doma dolce negli ultimi tempi e l'afflusso del pubblico attorno all'arena Parelli lo dimostra;
  • Carta Etica: un applauso all’onorevole Francesca Martini che ha firmato questo documento chiedendo l’impegno a tutto il mondo equestre di rispettare e curare il cavallo, contrastare il fenomeno del doping ed evitare la macellazione degli esemplari a fine carriera.


Bocciata:


  • mancanza di prodotti promozionali. Perché non offrire all’entrata un piccolo oggetto in omaggio, magari con un buono sconto da utilizzare in uno degli stand della Fiera?
  • molto il materiale informativo cartaceo, ma dove metterlo? Perché non regalare una borsina? Al Blogfestival avevano dato in omaggio una borsina di tela...che non serviva come alla FieraCavalli, ma è stata apprezzato;
  • mancanza di brochure con la mappa dei padiglioni. All’entrata già nella tarda mattinata di sabato erano finiti e l’hostess ha indirizzato i turisti a reperirli all’ info point (che precisamente non sapeva dove fosse). Diversi i turisti costretti a fotografare un cartello con la mappa! Ci si può imbattere quasi per caso nell'info point e non c’è hostess a cui chiedere informazioni, ma una porta socchiusa e un tavolo con le brochure....finalmente! Perché non sistemare uno stand informativo all'ingresso della Fiera con hostess preparate?
  • tempismo: organizzare tutti quei cavalli e cavalieri non è certo impresa facile, ma non si può scrivere che alle 18.30 c’è il Cutting e alle 19 ancora non aver cominciato.
  • al padiglione “Giardino dei Desideri” doveva esserci l’introduzione di un libro, ma non c’erano segnalazioni al riguardo. Per gli eventi che spostavano di sede c’era l’altoparlante che annunciava le modifiche, forse sarebbe stato utile che nel padiglione stesso venisse in qualche modo annunciato l’evento, con qualche minuto di preavviso, in modo da richiamare curiosi e indirizzare le persone già interessate.
  • servizio ristoro: tempi di attesa di quasi un’ora per due panini e patatine per una mancanza di divisione dei compiti.


Nonostante questo l'amore per il mondo equestre porta ogni anno migliaia di visitatori a chiudere un occhio sui disagi e godersi una bella giornata! Non dimentichiamo inoltre che per gli addetti ai lavori sono previsti convegni, infatti FieraCavalli è un' occasione per fare il punto della situazione su tematiche legate al mondo equestre. Peccato per la sensazione generale di smarrimento...Insomma, può capitare di non sapere quale mossa fare!



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Pubblicato da Laura on giovedì 12 novembre 2009
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Il cane è un predatore, il cavallo una preda. Eppure si può rimanere affascinati da entrambi, parola di Laura. Mi sono chiesta il motivo di questa attrazione per due specie così diverse: in parte ho risposto, ma sto ancora cercando. Non a caso la prefazione di questo romanzo è di Monty Roberts, il “sussurratore” di cavalli per eccellenza. Jan Fennell ha avuto modo di incontrare Monty alle sue prime esibizioni e di rimanere affascinata dal suo modo di comunicare con il cavallo: nessun metodo coercitivo per la doma, ma un linguaggio intimo e gestuale che crea un legame tra cane/cavallo e uomo basato sulla fiducia.

Trovo il romanzo indispensabile per chiunque abbia o desideri un cane. Il linguaggio è semplice ed efficace e contiene le istruzioni per insegnare i comandi di base. Inoltre sono descritti i principi per creare armonia in famiglia in cui il padrone deve giocare il ruolo di leader e il cane di membro subordinato, ma entrambi vivono rilassati e felici.

Riporto di seguito alcuni passi significativi che possano dare l’idea del contenuto del saggio. La Fennell riporta anche alcuni casi di problemi comportamentali che ha risolto grazie ai suoi principi, dando fiducia ai neofiti e prova agli scettici che il metodo funziona:

  • Tutti i problemi che nascono con i nostri cani scaturiscono dalla loro convinzione di essere i leader del branco.
  • Dobbiamo avere la pazienza e la costanza di ribadire, giorno per giorno, la nostra leadership: solo allora il cane capirà di non avere la responsabilità della situazione e si rilasserà, riponendo fiducia nel nostro ruolo di leader.
  • La leadership si raggiunge attraverso il programma del “legame amicale”:

  1. quando il branco si riunisce dopo una separazione, chi è il capo?
  2. quando il branco viene attaccato o deve affrontare dei pericoli, chi lo proteggerà?
  3. quando il branco va a caccia, chi lo guiderà?
  4. quando il branco deve consumare il pasto, chi avrà la precedenza?

  • Quando un membro del branco esce di casa il cane entra in ansia da separazione perché si sente genitore sconvolto che non vede più il suo bambino. Quando quest’ultimo rientra il cane ribadisce la sua leadership saltandogli addosso. Cosa dobbiamo fare per evitarlo? Ignorarlo per 5 minuti, senza usare la voce o la violenza. Quando il cane ci mostrerà di essere tranquillo (sdraiato), possiamo richiamarlo e dargli qualche gesto di affetto.
  • Se il cane salta addosso al padrone o richiede insistentemente le coccole il padrone deve silenziosamente porre una mano sul petto del cane e spingerlo via delicatamente; è importante non usare le maniere forti né parlare. Anche dirgli solo “vai via” è un modo per far capire al cane che ci siamo accorti di lui, permettendogli così di raggiungere il suo scopo. Soltanto una volta passati i cinque minuti, si può iniziare a coinvolgere il cane, sottolineando così l’avvio di una nuova leadership. Molti ritengono crudele ignorare il cane nel modo che ho appena descritto. La mia risposta in questi casi è sempre la stessa: se si riesce a iniziare un rapporto con il cane partendo con il piede giusto, si potrà godere al meglio la sua compagnia. Se ci è consentito portare avanti gli altri compiti di casa senza essere disturbati, saremo in grado di trovare il tempo da passare con i nostri cani e sarà un tempo di qualità. Chiunque possieda un cane può raggiungere questo obiettivo fin dall’inizio; non dico di ignorare i nostri animali da questo momento in poi, potremo ancora coccolarli, ma secondo le modalità della specie. Anche i cani saranno più felici, perché non ci sarà più confusione riguardo a chi deve farsi carico dell’altro.
  • Il cibo viene fornito dal leader. Quindi se lasciamo il cibo sempre a disposizione del cane vuol dire che il cane stesso è il leader. Occorre togliere la ciotola mezzora dopo averla consegnata al cane; se il cane non ha finito di mangiare non importa, la volta successiva capirà che dovrà mangiare in quel lasso di tempo deciso dal leader.
  • I bambini piccoli è meglio non si lascino da soli con i cani, ma a 3 o 4 anni sono già in grado di partecipare al programma, soprattutto se gli viene presentato come un gioco (per fargli smettere di carezzare il cane bisogna infilarsi le mani in tasca!).
  • Zucchine e ananas danno uno sgradevole odore alle feci in caso avessimo un cane con comportamenti di coprofagia.
  • Uno degli aspetti in comune con l’uomo è l’egoismo innato: in qualunque situazione il cane si domanda: “che cosa ci guadagno?”
  • Oggi chi sa vivere in armonia con un cane deve ringraziare più il caso che non le sue conoscenze specifiche, perché è andato perso quel linguaggio istintivo e non verbale che condividevamo con l’animale.
  • Quando due cani si riuniscono dopo una separazione avviene il “saluto ritualizzato”: il membro subordinato lecca il muso del leader.
  • Se il cane ci salta addosso quando torniamo a casa non lo fa perché vuole giocare ma per darci il benvenuto nel branco di cui crede di essere il capo.
  • Noi dobbiamo comportarci da lupo Alfa: ignoriamo i comportamenti indesiderati o eccessivi del cane mentre lodiamo quelli positivi.
  • Per la condotta al guinzaglio bisogna fermarsi ogni volta che il cane inizia a tirare (a mio parere, questo richiede infinita pazienza, ma il tempo che si perde all’inizio si recupera in un buon rapporto col cane poi).
  • Quando il cane entra in un posto sconosciuto, come una nuova abitazione, gli occorrono 48 ore perché valuti l’ambiente e un paio di settimane per individuare il suo posto nella famiglia.
  • Quando un cane appoggia la testa sul collo dell’altro comunica la sua leadership. Anche noi dobbiamo “sfruttare” queste parte vulnerabile.
  • Non accettare mai il gioco del “tiro alla fune” perché il cane si può rendere conto della sua superiorità fisica.

Aggiungo una nota per le anime più sensibili: “leader” non è l’equivalente di “padrone”. Con il metodo di addestramento dolce descritto in questo libro ed effettuato da altri comportamentisti di successo, viene chiesto al cane di eleggere il leader, mentre nessun comando viene imposto al cane dal momento che c’è una reciproca fiducia.

Nei prossimi giorni saranno pronte le recensioni di “Parla con il tuo cane” (il seguito di “Ascolta il tuo cane”) della Fennell, “L’uomo che parla ai cani” di Cesar Millan e “Join-up. La saggezza del cavallo per l’uomo” di Monty Roberts.

Ci tengo molto ad informare sull’etologia del cane e del cavallo perché ci sono libri semplici con principi efficaci che consiglio di leggere ad ogni proprietario di queste splendide creature. Non scoraggiatevi se trovate difficile mettere in pratica i consigli o non vedete risultati: io ho cani con disturbi comportamentali e per me è una sfida giornaliera trovare la soluzione ai nostri problemi di convivenza. Perché mi ostino tanto? Amore.

Buona lettura e aspetto consigli per altri libri!


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Pubblicato da Laura on lunedì 2 novembre 2009
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Ieri sera, venerdì 9 ottobre, si è svolta presso la Sala Civica di Solferino (MN) la conferenza sugli “animali artisti” tenuta da Giorgio Celli.

Arrivare alla sala civica non è stato semplice dato che né sul sito né in paese erano presenti indicazioni (fatta eccezione per delle piccole locandine vicino alla sala). Per fortuna che la comunicazione tra persone esiste ancora: mi sono fermata a chiedere e sono riuscita ad arrivare all’incontro, con qualche minuto di ritardo, ma niente di grave (Celli stava introducendo il discorso su Congo, una storia che già conoscevo).

Fondamentalmente per me è stato un ripasso di Sociobiologia ed Etoecologia, ma ho anche imparato qualcosa di nuovo: ad esempio ho visto un filmato su esperimenti per valutare l’intelligenza degli scimpanzé. Il discorso partiva dagli stilemi degli scimpanzé (vortici, cerchi e ventagli), raccontando come gli artisti moderni ritornino a manifestare quelle forme. Un’involuzione dell’uomo quindi, capace di evolversi e ritornare alle origini, mentre lo scimpanzé si è fermato a quelle stesse radici. Dopodiché il professor Celli ha confutato la capacità artistica di elefanti e gatti, perché incapaci di pensare ad un disegno: sarebbe interessante discutere con coloro che hanno esposto alla biennale di Venezia opere di questi animali.

Il discorso è poi continuato riferendo di studi che hanno confrontato l’arte dei bambini e quella degli scimpanzé (ho visto a Bologna una mostra dove disegni fatti da scimpanzé erano affiancati a quelli realizzati dai bambini). Gli studiosi si domandano se gli scimpanzé non arrivino a gradi superiori di arte figurativa: infatti anche se una scimpanzé, alla domanda “cosa hai disegnato?” risponde nel linguaggio dei segni “un uccello”, ed effettivamente le linee tracciate possano darne l’impressione, manca ancora un certo grado di realismo. Bisogna dire però che gli scimpanzé dipingono per diletto: infatti sono loro a decidere quando l’opera è terminata e non tracciano semplici linee per ottenere una ricompensa da parte dello studioso.


Al termine della conferenza sono state fatte due domande:

“Gli scimpanzé usano come noi l’arte per comunicare?” “Gli animali sono intelligenti e come ce lo dimostrano?”

Alla prima domanda Celli ha risposto che abbiamo esempi di arte moderna che non raffigurano il mando reale ed il quadro racconta sé stesso: a volte è solo la bellezza che ci affascina.
Alla seconda domanda, invece, il professore ha risposto che la differenza tra noi e gli animali risiede nella “quantità d’intelligenza”, non nella “qualità d’informazioni”. Oltre a questo, un‘ulteriore differenza risiede nel linguaggio verbale come mezzo di comunicazione esclusivo dell’uomo. A me sorge spontaneo pensare ai pappagalli che comunque parlano (e addirittura sanno discriminare gli oggetti, come nel caso di Alex) ma non usano certo questo mezzo di comunicazione tra conspecifici. Non possiamo affermare che non ci sia intelligenza dove vediamo un ragionamento.

Vorrei però parlare ora dei mezzi di comunicazione impiegati per questo evento, in un caso degli strumenti usati nella presentazione, nell’altro sulla pubblicizzazione della conferenza stessa:

Giorgio Celli ha un ottima dialettica, incuriosisce e rapisce con il suo esteso sapere e, a differenza di altri suoi colleghi, risponde in modo pertinente a tutte le domande, anche a quelle che risultano banali agli addetti ai lavori. Usare delle immagini invece di slide fitte di testo aiuta l’ascoltatore a seguire ed essere più partecipe, ma utilizzare delle vecchie diapositive può forse indurre a pensare che, forse, il discorso sia stato ripetuto innumerevoli volte, senza variazioni significative.

Per quanto riguarda la “pubblicità” dell’evento basti pensare che ero l’unica studentessa in sala tra 60 persone. La maggior parte erano uomini e donne con famiglia, sulla cinquantina: probabilmente appassionati del personaggio televisivo Giorgio Celli, piuttosto che docente. Vorrei che parlasse ai giovani e li spronasse perché tanto è stato scoperto, ma tanto c’è ancora da fare e mi sarebbe piaciuto sapere fino a che punto si è arrivati e in quale direzione, su quali argomenti, intraprendere degli studi.Forse l’assenza di giovani si può collegare anche con la scarsità d’informazioni sul sito stesso o su altre piattaforme.

Sarebbe stato inoltre interessante, secondo me, se il professore avesse invitato un suo studente a presentare una tesi o un progetto di ricerca. Penso che la gente debba essere consapevole del fatto la ricerca è interessante: per fare questo, le persone devono vedere le facce di chi lavora con l’etologia, devono vedere il loro entusiasmo.

Quando Celli ha accennato all’importanza della bellezza negli uccelli giardinieri sono rimasti tutti a bocca aperta: è importante conoscere gli animali, conviviamo con loro e non possiamo ignorarli; in questo modo, conoscendoli, anche chi non li ama può iniziare ad apprezzarli.

Io sono felice da questo punto di vista, perché so di poter far “conoscere” cani e cavalli e di farli amare.




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Pubblicato da Laura on sabato 10 ottobre 2009
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Pubblicato da Laura on venerdì 9 ottobre 2009
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La scusa per cominciare questo post è avvisarvi della rassegna di eventi di Mosaicoscienze su etologia e ambiente.
La prossima, alla quale parteciperò è:

Venerdì 9 ottobre 2009 – SOLFERINO – ore 21 – Sala Civica: “Gli animalisti artisti: dalle scimmie pittrici ai gatti e agli elefanti”, a cura del prof. Giorgio Celli, Emerito Università di Bologna

La vera motivazione di questo post è l'urgenza di esprimere la mia visione di non-comunicazione in ambito scientifico.

Riguardo al programma di eventi citati sopra sul sito di Popolis si legge:

1) conferenze; relatori di fama a livello scientifico
2) l’appendice di MosaicoScienze 2009 vuole rappresentare un percorso di partecipazione tra scienza e cultura del territorio tra le colline moreniche del Garda.
3) i singoli eventi vogliono essere momenti di riflessione e allo stesso tempo proposte di valorizzazione della cultura locale. Non mancheranno il sostegno e l’appoggio di altri enti provinciali come Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani, Consorzio Agrituristico Mantovano, Iat Alto Mantovano e Sistema Bibliotecario Ovest Mantovano, a dimostrazione dell’intenzione dell’associazione di aprire i propri orizzonti e mantenere legami forti di collaborazionie con altre realtà territoriali.

Dal sito della Blogfest, che ha avuto luogo lo scorso weekend a Riva del Garda:
1) BarCamp è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi.
2) BarCamp è una nonconferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero.
3) il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

Io sono stata sabato alla Blogfest e posso dire, rispondendo anche a Libero, che quello che dà senso e importanza all'incontro sono le persone stesse: si mostrano "vere" uscendo dall'identità passatemi il termine "nascosta" di blogger. Riassumo? "Io sono il mio blog e ti dimostro che ho voglia di comunicare a 360°". Da quando ho visto nascere i blog ho cominciato a rendermi conto che avrebbe chiarito agli altri, ma soprattutto a me stessa la mia identità: quello che volevo apparire, ma prima di tutto essere (si fa presto a smascherare una falsa identità). Ad un certo punto ricordo addirittura di aver pensato che ci sarebbero state meno patologie psichiche dal momento che ognuno di noi poteva esprimersi, al di fuori dei limiti di tempo imposti dalla quotidianità, dal suo livello di socialità o delle occasioni reali, e ottenere soddisfazioni. Scrivere un blog è come parlare attraverso un grosso megafono dal cielo: qualcuno ti ascolterà e la tua rete sociale si espanderà.

Qual'è il problema?
Noi Scienziati tendiamo ad avere una visione deforme della realtà: pensiamo di poter avere successo con la "fortunata" conoscenza di quel docente, di tanto tempo passato sui libri, di un voto alto e gradito alle nostre famiglie, ma soprattutto non facciamo altro che lamentarci delle poche occasioni professionali, del governo che non investe sul patrimonio naturalistico e dell'ignoranza dilagante della gente che ci trova neotenici nel dedicare la vita agli animaletti (o alle piantine).

Soluzione:
Pensate che i Comunicatori siano più intelligenti di noi? No, solo più svegli!
Consigli:
- Cominciamo ad organizzare dei momenti di condivisione per un costruttivo scambio di informazioni (almeno, penso che le scoperte scientifiche possano viaggiare ad un ritmo più veloce se solo fossimo più generosi nella divulgazione).
- meno critica senza tuttavia perdere di rigore scientifico: nessuno sale in cattedra.
- colonizziamo internet! Mi capita di parlare con persone del "mio mondo" che preferiscono che un certo tipo di sapere sia tramandato di persona. Sono d'accordo sul formare della gente che sappia il fatto suo, ma escluderci dal web significa essere invisibili, mentre partecipare alla vita presente...almeno io solo di quella sono certa e ci tengo molto (discorso forse difficile da capire per i paleontologi) è esserci su internet. Solo con una buona visibilità potrò suscitare la curiosità di qualcuno al quale sarò tenuta a mostrare poi la mia capacità. Io penso che l'unica differenza tra noi e loro è proprio questa: noi lavoriamo sul campo, loro su un mac, ma il punto di partenza è il 2.0, per tutti. Noi abbiamo bisogno di loro, loro di noi: ma non è questo il meccanismo della socialità? Loro hanno il vantaggio di essere uniti, mentre noi siamo divisi per categoria (cinofili, amanti dei cavalli, amanti della fauna marina, selvatica...ma cosa ricaviamo a creare distinzioni? Una gran confusione e poco sapere! Attenzione, non parlo di formazione, sono d'accordo che servano specialisti, ma di informazione, quella che interessa anche al "cittadino").

Quindi, smettiamo di fare distinzioni: l'umanità è una, e io voglio essere insieme a chi vince.


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Pubblicato da Laura on lunedì 5 ottobre 2009

Mulo batte cavallo

Nuovo «lussureggiamento » scoperto, che riguarda le capacità intellettive, risultate superiori a quelle del cavallo e dell'asino. Ciò è quanto hanno dimostrato Leanne Proops, Faith Burtdeen e Britta Ostham delle Università del Sussex e di Canterbury e pubblicato, col titolo Mule cognition: a case of hybrid vigour, sull'ultimo numero di «Animal Cognition».. L'esperimento è consistito nel verificare, in muli, cavalli e asini, le capacità di abbinare simboli visivi (quadrati, croci, cerchi ecc.) all'ottenimento di una rimunerazione (una carota). Ebbene, le due specie pure e il loro ibrido hanno tutte dimostrato di saper apprendere a discriminare tra simboli, presentati a coppie, di cui solo uno garantiva la rimunerazione.

I muli, però, hanno veramente surclassato ( outperformed) sia i cavalli che gli asini mostrando, a parità di condizioni, prestazioni decisamente superiori e, comunque, risultate ad un'analisi statistica altamente significative. E ciò è senza dubbio un'evidente prova del loro lussureggiamento anche mentale. Le autrici informano che questo è il secondo caso noto, dopo i topi, di «eterosi intellettiva». Quanto al mulo, mi pare bello e utile concludere riproponendo la splendida ed ora ancor più suggestiva frase che Peter e Jean Medewar scrissero nel loro delizioso saggio intitolato «Da Aristotele a Zoo»: «La proverbiale cocciutaggine dei muli non va attribuita a niente di più profondo del loro uso da parte di persone abitualmente insensibili agli animali e indifferenti al loro benessere ». Chissà, forse sussurrando garbatamente ordini nelle loro grandi orecchie invece di prenderli sempre a bastonate, potremmo meglio apprezzarne l'ormai comprovata intelligenza. 

Danilo Mainardi


Proprio ora che sto entrando nel mondo della Zooantropologia del cavallo...la prossima volta penserò ai muli!




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Pubblicato da Laura on domenica 15 febbraio 2009
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Facebook dice che:
Il colore che meglio ti descrive è il: VERDE
Al verde corrispondono sensazioni di solidità, stabilità, forza e costanza e un comportamento caratterizzato dalla perseveranza. L'energia del verde è un'energia potenziale raccolta in se stessa che denota una tensione interiore. L'effetto di stabilità prodotto dal verde rappresenta, da un punto di vista psicologico, i valori saldi che non mutano. La scelta del verde indica inoltre autostima. Chi rifiuta il verde, è agitato, al contrario, da forti dubbi sul proprio valore, non si è sentito abbastanza considerato, ha il cuore oppresso, spesso anche fisicamente, dalle ripetute mancanze di riconoscimento; si sente minacciato dalla paura di perdere i propri possessi o la propria posizione, perché su tutto ciò riposa il senso di autostima.





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Pubblicato da Laura on giovedì 27 novembre 2008
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...Ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare...quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura...


...E’ indispensabile avere fiducia nella capacità che ciascuno possiede di insegnare a se stesso...


...La notte è soltanto una parte del giorno...


..."Qual’è una cosa che sai fare davvero bene?" "Perseguire ciò in cui credo"...


...Non capiva il motivo per cui molti preferiscono passare la propria vita a distruggere i cammini che non desiderano percorrere, anziché sforzarsi per procedere su quell’unico che li condurrebbe in qualche luogo...


...La Sapienza è conoscere e trasformare...


...Il prossimo è uno specchio di te stessa...


...noi abbiamo la responsabilità dell’Universo, poiché siamo l’Universo...


...I vestiti trasformano sempre l’emozione in materia. Sono uno dei ponti tra il visibile e l’invisibile. Taluni abiti possono persino farti del male, giacché sono stati realizzati per altre persone e, chissà come, hanno incrociato la tua vita...


E quella che preferisco di più:

...il vero Amore permette a ciascuno di seguire il proprio cammino, giacché esso non allontana mai le Parti...


...Quando ti trovi di fronte a una cosa importante, non significa che devi rinunciare a tutte le altre...


...Tu hai affrontato il tuo Cammino. Pochi hanno il coraggio di una simile azione. Preferiscono seguire una strada che non gli appartiene...


...I coraggiosi sono quelli che decidono nonostante la paura. Che sono tormantati dal demonio a ogni passo del cammino. Che si angosciano per ogni loro azione, domandandosi se siano nel giusto o nell’errore...


...L’Amore era l’unico ponte tra il visibile e l’invisibile noto a tutti gli essere umani, il solo linguaggio efficace per rendere comprensibile ciò che che l’Universo insegnava quotidianamente agli uomini...


...Sapevo già di trovarmi di fronte all’Altra Parte di me, la quale mi avrebbe insegnato tutto ciò che avrei dovuto apprendere. E’ per questo che Dio ha diviso l’uomo e la donna...


...Le persone regalano i fiori perché essi incarnano il vero senso dell’amore. Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire. Ma chi lo ammira in un campo, lo porterà sempre con sé. Perché il fiore si fonderà con il pomeriggio, con il tramonto, con l’odore della terra bagnata e con le nuvole all’orizzonte...


Ritengo che ci siano certi autori che sono in grado di penetrare il tuo animo e presentarti un mondo descritto come lo descriveresti tu, che percepiscono la realtà allo stesso modo di come la percepisci tu, che trovano le parole alle tue emozioni.

Per me Coelho è quasi una "Bibbia". Nonostante ci sia qualche suo romanzo che non mi sia piaciuto, trovo che alcuni calzino con i miei sentimenti, le mie emozioni e il mio modo di vivere. Insomma, i suoi romanzi mi fanno compagnia, sono come un faro nella notte e non mi fanno sentire sola nella "Notte Buia". Brida si fa leggere tutto d'un fiato, di sole 163 pagine. Uno di quei libri che quando li leggi pensi: tutto il resto può aspettare. 

Senza i libri sarei una farfalla con una sola ala. 


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Pubblicato da Laura on lunedì 10 novembre 2008
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Le allieve del corso Avanzato della scuola Jazz Dance studio di Parma (dove andavo l'anno scorso) hanno fatto questo video: brave!




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Pubblicato da Laura on venerdì 7 novembre 2008
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Dagli esperti è considerato "L'Oscar della fotografia naturalistica" e solo quest'anno vi hanno partecipato oltre 3000 fotografi di 82 paesi diversi. A vincere la quarantaquattresima edizione della prestigiosa rassegna fotografica organizzata ogni anno a Londra dal "Natural History Museum" e dal "Bbc Wildlife Magazine" è stata un'immagine scattata dal fotografo americano Steve Winter per il “National Geographic”. In questo scatto, che ha prevalso sulle altre 32.349 foto presentate alla rassegna, si ammira un "leopardo della neve (ricordiamo che è a rischio di estinzione)" che passeggia sulle alture dell'Himalaya a 40 gradi sotto zero con alle spalle uno splendido cielo stellato.

Quella che preferisco è la foto del polacco Antoni Kasprzak che si è aggiudicato il primo premio nella categoria "Uccelli" con una foto che mostra la battaglia in pieno inverno tra due aquile dalla coda bianca per la conquista della carcassa di un alce. 

Ha vinto anche un italiano...






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Pubblicato da Laura on domenica 2 novembre 2008
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Per tutti coloro che vogliono interessarsi a ciò che sta succedendo all'università italiana, con la preghiera di leggere e diffondere, poichè credo sia nostro diritto e dovere sapere.

Il nuovo governo, approfittando dell'estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell'università:
 
1. Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura.
 
Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno. PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
 
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l'anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi. 
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!! E IL FUTURO?

4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi.
I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto.

Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di 'minoranza' chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente! ! AIUTACI! L'UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!! FAI GIRARE QUESTA INFORMAZIONE A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!! DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale.
 
   Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!  Questa non è una protesta politica ma nell'interesse di tutti Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l'aspetto dell'istruzione italiana e quindi del paese. 
 ..UN POPOLO IGNORANTE E' PIU' FACILE DA COMANDARE!!. .noi non diventeremo le loro pecore!!..
 
 
P.S.: Il documento lo trovate alla pagina
 
 
Articolo 16: Facoltà di trasformare le università in fondazioni
Articolo 66: turn-over e tagli alle università


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Pubblicato da Laura on lunedì 27 ottobre 2008
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Come potete vedere ho modificato il post relativo al piccolo barboncino poichè ritenuto offensivo e lesivo della privacy. Senza nessun problema ho modificato il testo ed ho eliminato le foto, nonostante non vi fossero informazioni sensibili e lesive della sfera privata: ritengo comunque giusto che in seguito ad una richiesta il testo e le immagini possano essere modificate.

Mi spiace che il post sia stato percepito come offensivo, non era certo questo il suo scopo: questo blog vuole essere un luogo di confronto e divulgazione sulla tematica che a me sta più a cuore, il comportamento degli animali ed il loro benessere. Scrivere delle mie esperienze e dei problemi che affronto con i miei cani e con quelli delle altre persone può essere utile per degli individui che si trovino nella stessa situazione, con gli stessi problemi che affronto io e che cercano un consiglio od una risposta.

Secondariamente era anche un modo per cercare un'altra persona che potesse tenere il cane per un periodo nel quale io non posso dare la mia disponibilità, ma, eliminando i dati, questo non sarà più possibile.


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Pubblicato da Laura on sabato 25 ottobre 2008
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Dicevo di Wall-e: Amore ma anche intelligenza...certo che finché il nostro governo promuove un INvoluzione invece di un evoluzione...i cervelli rischiano di non frullare più o di frullare all'estero! Consiglio il post di Piero sulla legge 133.

Intanto vi consiglio di vedere "Parla con me", programma su RaiTre della Dandini e Vergassola, alle 23.10 (per i programmi intelligenti abbiamo il coprifuoco al contrario!) dove ieri ho visto una stupenda intervista doppia Mariastella Gelmini-Sarah Palin (guardala sul blog di Piero) interpretata dalla Cortellesi.



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Pubblicato da Laura on giovedì 23 ottobre 2008
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"STU-PEN-DO!" come aveva commentato Elisa, commovente, poca fantascienza (!), non lascia quell'amaro in bocca seguito dal senso di sconfitta e vergogna che potrebbe lasciare raccontandone la trama. E'un film da vedere, dai bambini agli anziani, dai ricchi ai poveri. E'un film che, fossi una maestra, porterei i miei alunni a vedere, fossi una madre porterei i miei figli...sono una studentessa di Ecologia...è il mio film "totem"! Geniale esasperazione dei progressi della tecnologia: il futuro di facebook e delle videochiamate! Io, innamorata di E.T. e della voce di Stitch, non ho potuto fare a meno di amare questo piccolo robot! Il filo rosso che percorre la trama è l'Amore: senza questo sentimento non sarebbe cambiato nulla. Tante riflessioni per noi grandi, un cartone di quelli "veri" per i più piccoli. Che dire: grande Pixar!
Consiglio il sito con i cortometraggi divertenti, giochi, ecc.


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Pubblicato da Laura on
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Ieri ho tenuto un barboncino taglia Toy (quello nano per intenderci). Il cane è piuttosto giovane ed era la prima volta che veniva lasciato da solo con degli estranei.
L'ho tenuto 7 ore...per le prime ore non ha fatto altro che ululare e piangere ed il suo corpicino era così piccolo che a volte usciva aria al posto dell'ululato! Il piccolo amico è solito uscire 5 volte al giorno, per delle piccole passeggiate (solo per i bisognini). Tira il guinzaglio (non estensibile e con pettorina romana) ed ha voglia di correre anche se piccolo.
Il piccolo quadrupede detesta i croccantini, mangia solo macinato di prima qualità, che nervosamente bagna con l'acqua (come il pappagallo di mio fratello!), comportamento che non mi spiego perché il cibo è già umido...
Dopo qualche ora ha preso fiducia, e si è accoccolato sulle mie ginocchia. Inutile mandarlo giù dal letto perchè è abituato a dormire qui sopra!

Lo scopo di questo post è a far scaturire riflessioni per creare quella solita rotonda di discussione che cerco in questo spazio.


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Pubblicato da Laura on


Reneé e Paloma. Due traduttrici diverse. Due linguaggi che appaiono diversi, ma verso la fine si fondono, a formare un unico gomitolo. Un finale che non mi aspettavo! Poi se ci pensi, era l'unico possibile.
Da leggere, non vorrei aggiungere altro perchè già tanto si è parlato.
Per tutte le età, per tutti i gusti.
Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.
...per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre...Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno...
Che cosa fa l'Arte per noi? Dà forma e rende visibili le nostre emozioni...
Giacché l'Arte è l'emozione senza il desiderio...
Vivere, nutrirsi, riprodursi, portare a termine il compito per il quale siamo nati e morire: non ha alcun senso, è vero, ma è così che stanno le cose. L'arroganza degli uomini che pensano di poter forzare la natura, sfuggire al loro destino di piccoli organismi biologici...e la loro cecità riguardo alla crudeltà o alla violenza del loro modo di vivere, amare, riprodursi e fare la guerra con i propri simili...
Se riflettiamo bene sul fatto che le principali preoccupazioni del primate sono sesso, territorio e gerarchia, la riflessione sul significato della preghiera in Sant' Agostino di Ippona appare relativamente futile. Certo, magari si argomenterà che l'uomo aspira a un significato che va al di là delle pulsioni. Ma io replico che è verissimo (altrimenti cosa farsene della letteratura?) e falsissimo allo stesso tempo: il significato è pur sempre una pulsione, è addirittura la pulsione portata al sommo grado di compimento, in quanto per conseguire i suoi scopi utilizza il mezzo più sofisticato, la comprensione...
Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. E'l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte...
Forse essere vivi è proprio questo: andare alla ricerca degli istanti che muoiono.

Grazie a chi me l'aveva consigliato e alla mia mamma che me l'ha imprestato!


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Pubblicato da Laura on martedì 14 ottobre 2008
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Qualche settimana fa avevo fatto richiesta per fare la tesi in questo Centro. Il Centro è aperto al pubblico solo i weekend di estate, su prenotazione e con visita guidata. Oggi era l'ultimo giorno di apertura dell'anno. Eccezionalmente mi trovano 2 posti all'ultimo minuto per 2 persone. Mi ero organizzata di andarci con una mia amica, in auto, perché il luogo è sui colli, non raggiungibile con i mezzi pubblici. La mia amica si ammala e il mio amore rinuncia ad uno stage a Desenzano per accompagnarmi. Pensiamo di arrivare finché si può con l'autobus, da Bologna, poi sono 4 km a piedi (col taxi dava 7 minuti). Scarichiamo la mappa sul cellulare. Ci prendiamo in anticipo, alle 14 siamo già lì e la visita comincia alle 16. Fino alle 15 ci siamo arrivati vicini, poi non ci troviamo più, il Centro non si vede, non c'è anima viva a cui chiedere, decidiamo di tornare alla fermata. Chiediamo ad amici e parenti il numero di un taxi. Da Bologna ci costa 40 euro, da Sasso Marconi non rispondono...chiamo il Centro alle 15.45 per avvisare che purtroppo non riusciamo a venire. Mi risponde dicendo che mi aveva detto che non potevano venirmi a prendere perchè tutti i ragazzi sono impegnati con gli animali, mi aveva detto di andare a Pianoro che facevo prima (no, sono 10 km da Pianoro anziché 4!) e che mi ha mandato una mail coi dettagli (falso!)...e soprattutto mi rimprovera perché avrei dovuto avvisare prima, perché c'è gente che prenota da marzo, che non ci si comporta così, che abbiamo tolto la possibilità a due persone di andare, ecc. Morale: è domenica, il primo autobus passa alle 19.30. Sono le 16. Per fortuna a farmi compagnia c'è un libro e un block notes e una penna. Per fortuna c'è il mio amore. La prossima volta un bel centro commerciale come tutte le coppie ;)
Vorrei solo aggiungere 2 cose:
1- ai tirocinanti e tesisti dovrebbe essere permesso di andare quando vogliono, mentre così fino a marzo non se ne parla. E non ho neanche più voglia di parlarne!
2- per me è importantissimo lavorare in un ambiente armonioso. Rendendomi conto della difficoltà di trovarne uno, è sempre più radicata in me la convinzione di aprire un'attività da sola e di gestirla bene! Ovviamente mi rendo conto della difficoltà anche di questo, quindi al momento penso che...penserò solo agli esami! Quando saranno finiti penserò alla tesi. Intanto tutto cambia...


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Pubblicato da Laura on domenica 12 ottobre 2008
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Integrazione in chiave comica al mio vecchio post su "marziani e venusiani"...fantastico!


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Pubblicato da Laura on sabato 11 ottobre 2008